Al fine di mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici, Ferragamo ha implementato azioni e obiettivi volti alla riduzione e alla compensazione delle emissioni di CO2. A testimonianza di questo impegno, il Gruppo ha registrato un abbattimento di 1.500 tonnellate di CO2eq (-10,3%) rispetto al 2019 e un abbattimento di 160 tonnellate di CO2eq rispetto al 2021 (-1,2%), considerando lo scopo 1 e lo scopo 2 dei Science Based Targets del Gruppo.
Tra le principali iniziative intraprese figurano l'installazione di sistemi di gestione degli edifici (BMS), che consentono di controllare e monitorare gli impianti meccanici ed elettrici, come ad esempio il microclima e l'illuminazione, in base alla quantità di luce naturale proveniente dall'esterno, ottimizzando così l'efficienza operativa e riducendo gli sprechi. Dal 2018 questi sistemi sono stati installati nel Centro Logistico di Osmannoro, nell'edificio M e nei negozi, con l'obiettivo di monitorare i consumi energetici. Dal 2023 Ferragamo è riuscita a installare sistemi di gestione degli edifici in 77 negozi in tutto il mondo, con l'obiettivo di raggiungere i 100 negozi entro il 2025.
A seguito delle misure adottate da Ferragamo per affrontare le tematiche ambientali ed ecologiche, in continuità con gli anni precedenti, nel 2025 la Società non ha subito alcuna sanzione né è stata coinvolta in casi significativi di non conformità alle leggi e ai regolamenti ambientali applicabili.
Inoltre, nel 2024 è stata effettuata una valutazione del ciclo di vita (LCA) sulle emissioni di carbonio legate all'estrazione delle materie prime e alla produzione e costruzione del negozio Milano Montenapoleone Woman Store. Contemporaneamente, sono state fornite consulenze per l'identificazione di materiali alternativi e soluzioni progettuali a basso impatto ambientale, tenendo conto di criteri quali l'impronta di carbonio, la durata e la disponibilità sul mercato. Inoltre, il lavoro è stato esteso all'analisi dell'implementazione dei principi di progettazione circolare nei negozi Ferragamo, utilizzando il framework Circular Buildings Toolkit sviluppato da Arup e dalla Ellen MacArthur Foundation per promuovere strategie di costruzione più sostenibili e innovative.
Sono state inoltre condotte degli studi LCA per comprendere l'impatto ambientale di tre dei prodotti Ferragamo più venduti e iconici – una borsa, una ballerina e un mocassino – e i risultati sono stati utilizzati per identificare strategie di miglioramento delle prestazioni ambientali. Le valutazioni hanno riguardato circa il 2,5% dei volumi totali di produzione e hanno preso in considerazione il perimetro “cradle-to-factory gate”, comprendente tutte le fasi dall'estrazione delle materie prime fino al confezionamento dei prodotti finiti - pronti per la distribuzione -, escludendo invece le fasi di utilizzo e di fine vita dei prodotti stessi. In primo luogo, è stata condotta un'analisi basata su set di dati secondari delle materie prime per identificare i punti critici e coinvolgere i fornitori responsabili di tali impatti. Questi ultimi sono stati poi guidati nella raccolta di dati primari sulla produzione delle materie prime, al fine di avere una valutazione più accurata dell'impatto dei prodotti Ferragamo. Infine, le LCA sono state sottoposte a una revisione critica di terza parte, che ha confermato che i risultati si sono basati su dati e calcoli coerenti.
Lo stesso approccio LCA è stato successivamente esteso alle principali materie prime presenti in circa il 2,86% dei volumi totali di produzione degli articoli del 2025. Questa strategia ha permesso di concentrarsi sui punti critici più rilevanti e di affinare i calcoli della Carbon Footprint per la Categoria 1 dello Scope 3.